La Sfessa
Caratteristiche
- Difficoltà: media
- Tempo di percorrenza: 3 ore
- livello s.m.: 1200 metri
- profilo altimetrico e dislivello complessivo: 100 + 250 = 350 metri alla andata
- punto di ritrovo: Piazza del Comune, davanti alla sede della Pro Loco.
- Segnaletica: solo nel corso del mese di luglio 2007 è stata approntata una segnaletica del sentiero - V1 e V10 - comunque insufficiente per avvistare e raggiungere la grotta.
Descrizione
La ‘ Sfessa ‘ è una cavità naturale lunga e bassa, poco profonda, a 1200 metri di quota sulle pendici rocciose abbastanza ripide di Monte Civitella ( 1350m) che si raggiunge scavalcando il fiume Giovenco sul Ponte della Femmine. E' ben visibile da Ortona ad occhio nudo quando si percorre la panoramica circonvallazione, all'altezza de ‘la rota'; durante la salita però facilmente viene persa di vista con il rischio, almeno per la prima volta, di superarla.
L'escursione alla sfessa può variare di molto, soprattutto nella lunghezza e nella difficoltà dei sentieri percorribili: inizialmente è descritto quello base; in seguito le varianti percorribili. Tutti i sentieri sono all'interno del Parco Nazionale. Ultimamente è stato segnato a cura dello stesso Parco con le lettere V1 e V10. Proseguendo il sentiero oltre la sfessa è possibile raggiungere il Monte Civitella, a quota 1310 m. e da questo proseguire facilmente lungo i sentieri di rimboschimento prolungando la durata della escursione. E' possibile anche ridiscendere verso il ‘ ponte rosso' e da questo risalire lungo il fiume fino al ponte citato.
Purtroppo in data 24 luglio 2007 un incendio di vaste dimensioni, è arrivato anche a minacciare le abitazioni di Ortona, ha distrutto i boschi, soprattutto di Pino silvestre, e la flora minore esistente.
Percorso Base - Descrizione
Questo ponte delle femmine è posto ricco di storia per Ortona perché un tempo le donne vi si recavano per lavare i panni: disceso il sentiero fino al fiume, li lavavano in ginocchio su grosse pietre piatte lambite dall'acqua (decisamente meno inquinata di oggi per l'uso di sapone fatto in casa con grasso di maiale e cenere); risalivano quindi in paese con grande sacrificio perché portavano i panni ancora bagnati sulla testa. Purtroppo oggi è un luogo pressoché abbandonato: le pietre sono scomparse o perché travolte dalle piene o perché ricoperte da terra e da una folta vegetazione ripaiola; il ponte, in passato rappezzato alla meglio, è pericolante; a questo purtroppo si deve aggiungere la presenza di uno scarico fognario incolto e quella, ancora peggiore, di un aspirante depuratore-bunker in cemento armato, costruito oltre dieci anni orsono, non ultimato e quindi non funzionante, (e sulla cui funzionalità esistono grossi e motivati dubbi), voluto dalle amministrazioni comunali al posto di un più moderno, economico e funzionante fitodepuratore.
Scavalcato il ponte, la salita inizia con il sentiero V1 verso Sud per girare quindi verso destra con il V10. Procedere è abbastanza agevole per la presenza di frecce segnaletiche in pietra disegnate da escursionisti appassionati in questi ultimi anni e di segni del Parco Nazionale apposti recentemente.
Una volta imboccato, il sentiero V10 conduce ad una porta di rimboschimento: da questa si scende soltanto il primo tornante in mezzo al bosco per poi riprendere la salita a cielo aperto. Punti determinanti sono due pietraie sul lato destro del sentiero; all'altezza della seconda pietraia, in alto a sinistra, si nota la cavità: sul lato sinistro di essa è presente un grosso pino silvestre (purtroppo bruciato).
La partenza può avvenire in alternativa anche percorrendo prima Via XX Settembre e poi Via dell'Officina fino alla ‘costa'.
Osservazioni Naturalistiche
- Costa
si tratta di una profonda gola in cui scorre il fiume; in alcuni tratti può essere percorsa solo da esperti.
- Ponte rosso
ponte in ferro sul fiume per permettere l'attraversamento di un vecchio acquedotto. E' attraversabile da esperti.
- Colle di Ortona
la Torre Medioevale si staglia nettissima sul lato nord del paese, a strapiombo sulla forra.
- Ammassi rocciosi a strapiombo a sinistra del sentiero.
Flora e Fauna
Purtroppo l'imcendio del 24 luglio 2007 ha devastato i boschi la cui vegetazione era costituita da:
- - pino silvestre, prevalentemente,e da specie minori,
- - fritillaria tenella, in siti molto ricchi,
- - orchidee: dactyloriza sambucina, di colore variabile dal giallo al rosso porporino, e orchis pallens, di colore giallo sulfureo.
I danni inferti dal fuoco al pino silvestre sono irreparabili; le piante erbacee nel corso della prossima primavera senz'altro torneranno alla fioritura ( semi e cespi radicali sotto terra normalmente vengono risparmiati dal fuoco sulla superficie del suolo).
Anche la fauna ha subito notevoli disagi dall'incendio: i cervi ed i caprioli da ispezioni fatte sono sfuggiti alle fiamme ma potranno tornare solo in primavera quando i pascoli si saranno rinverditi.
A cura di Riccardo Maggi