San Sebastiano dei Marsi

La storia

S.Sebastiano è situato nell'alta Valle del Giovenco a 1100 m circa s.l.m. ed ha origini molto antiche. Per attenerci correttamente alle fonti documentali finora trovate, possiamo affermare che esso é nominato per la prima volta in alcuni documenti proprio all'inizio dell'anno mille. Il paese era formato da due villaggi, uno sul piano vicino al fiume Giovenco sorto attorno alla chiesa-monastero di S.Sebastiano fondata dai Benedettini, l'altro arroccato sul colle dove si è poi sviluppato nei secoli successivi. Il ritrovamento vicino al paese di alcune stele funerarie nel 1800, una conservata al museo lapidario di Avezzano accanto all'altra ritrovata ad Ortona dei Marsi, porta a pensare che nella zona doveva pur esserci qualche insediamento romano.

Tutta la Valle del Giovenco ha fatto parte della contea di Celano ed ha quindi seguito le vicende di questa nobile famiglia. Nei boschi di S. Sebastiano e Bisegna s'incontrano ancora dei grandi cippi in pietra, appena lavorati con lo stemma della "mezzaluna" dei Piccolomini, evidentemente posti a confine della contea. E proprio sotto il dominio del conte Ruggero si svolge la storia di Santa Gemma tra S.Sebastiano e Goriano Sicoli, terre assoggettate alla sua giurisdizione. Gemma Spera, cosi si chiamava la pastorella, era nata a S.Sebastiano nel 1372 da una povera famiglia che, con un piccolo gregge, si era trasferita a Goriano. La storia della vita della Santa venne scritta nella seconda metà del 1600 dal Febonio nell'"HistoriaeMarsorum" ed ampliata nel 1738 dal Corsignani nella "Reggia Marsicana", testi che consigliamo per eventuali approfondimenti. Oggi si festeggia la Santa ripetendo  un'antica tradizione che vede ogni anno una ragazza di S.Sebastiano assumere le sembianze di Santa Gemma con vestito e calzari dell'epoca. La giovane accompagnata da parenti e paesani, si trasferisce per tre giorni a Goriano dove viene accolta con tutti gli onori e, con sentita religiosità, si fa gran festa.

N.B. Inserire a questo punto, per spezzare, la cartina del Febonio (foto 2) con la seguente didascalia: Cartina del Febonio, anno 1678. In primo piano si vede chiaramente rappresentata la Valle del Giovenco: Bisegna(8), S.Sebastiano(62), Aschi(4), Ortona(41), Carrito(20), Pescina(44).

Inserire anche la foto 3 con la didascalia: Chiesa di S.Gemma, pala d'altare del 1758.

Nel 1843 una società francese decise di impiantare una fabbrica per l'estrazione e la lavorazione del ferro nella località ancora oggi chiamata "La Ferriera". La materia prima, si trattava di bauxite, bisognava andare a caricarla alla Cicerana, oltre il Passo del Diavolo nel comune di  Lecce dei Marsi passando per La Forchetta, percorso non proprio agevole! Comunque per molti abitanti di S.Sebastiano il lavoro alla ferriera fu una risorsa che li tenne occupati per circa quarant'anni, poi la fabbrica chiuse perché non dava più i dovuti profitti. Sul posto oggi ci sono ancora ruderi abbastanza evidenti, quelli rimasti dopo le devastanti demolizioni effettuate dal Consorzio de "La Ferriera" per captare le acque dalla sorgente. L'acquedotto che ne è nato fornisce l'acqua oltre che ai paesi della Valle, anche  a quelli del Fucino, della Valle Subequana  ed alla città di L'Aquila.

Il luogo ha un certo fascino perché, grazie all'abbondanza dell'acqua, vi furono costruiti un mulino datato 1832, una valchiera per il trattamento della lana, e nel 1913 una centralina che dava l'elettricità a S.Sebastiano e Bisegna.Ci piace anche citare l'altra sorgente, dette La Pulciara, che sgorga proprio sotto il paese  e va ad alimentare l'acquedotto; questo luogo merita senz'altro una visita, meglio una "scampagnata", per ammirare la bella e monumentale fontana costruita nel 1836.

Tradizioni

S.Sebastiano conserva ancora alcune tradizioni legate a manifestazioni  in onore dei Santi Protettori. Ci piace ricordare la più caratteristica che si tiene il 19 gennaio in occasione della festa di S.Sebastiano Martire. La festa delle "Panette", cosi viene chiamata, perché durante  la cerimonia religiosa venivano offerte ai pellegrini, per rifocillarli, le caratteristiche "Panicelle" che ora i sansebastianesi conservano in casa per devozione al Santo. La processione si snoda dal paese verso la chiesetta posta vicino al fiume Giovenco ed è molto coreografica con le ragazze che portano le panicelle in appositi cesti guarniti e colorati, in un ambiente particolarmente suggestivo vista la presenza della neve sempre abbondante in questo periodo dell'anno.

Natura ed ambiente

Tutta la Valle del Giovenco è entrata a far parte del Parco Nazionale d'Abruzzo ,Lazio e Molise. A S.Sebastiano  inizialmente venne istituito un interessante museo degli insetti ,unico in Europa, ora trasformato in museo dell'orso. Forse la direzione del Parco è stata "obbligata" a questa scelta oltre per questioni di carattere scientifico, anche per la costante presenza del plantigrado dentro e fuori il paese. L'avvistamento ormai è quasi quotidiano, di norma da maggio a novembre, ed a tutte le ore del giorno.L'orso Bernardo è stato così battezzato perché avvistato vicino al fiume mentre correva spaventato dagli spari della festa di S.Bernardo. La compagna è stata chiamata Gemma in onore della Santa,naturalmente. Visto che le continue irruzioni notturne nei pollai del paese procuravano dei danni e le conseguenti proteste dei contadini, alcuni giovani hanno avuto la brillante idea di fondare un'associazione, "Associazione dell'orso Bernardo" , con l'intendo di proteggere l'animale e nello stesso tempo tutelare gli interessi dei cittadini .La loro politica mira al risarcimento dei danni procurati dall'orso: le galline mangiate, subito comprate e restituite ai danneggiati.

Per questa iniziativa i ragazzi dell'associazione sono stati premiati dal WWF, per mano del presidente Fulco Pratesi nel 2004 a Roma,come la più originale e concreta dal punto di vista naturalistico per la tutela dell'orso marsicano. L'associazione ormai conta centinaia di iscritti, anche di soggetti fuori regione , e non mancano personaggi famosi tra i quali la scrittrice Dacia Maraini, il regista Riccardo Milani e l'attrice Paola Cortellesi..Ogni anno il 23 agosto viene organizzata dal gruppo una festa: si riapre il vecchio forno per rifare il pane genuino della nostra zona, viene offerto il miele della Valle del Giovenco ed altri prodotti tipici. Poi c'è un'escursione per i più giovani accompagnati dalle guide del Parco che tengono una lezione di educazione ambientale sul campo .Insomma un'occasione per far festa, per stare insieme, ma anche per sensibilizzare gli abitanti ,residenti e non, ad un maggior rispetto dell'ambiente, delle tradizioni e della cultura dei nostri paesi ed a promuovere uno sviluppo sostenibile che porti maggior benessere a tutta la Valle del Giovenco.

A cura di Ermanno Grassi

Bibliografia
P.Coscetta -E.Grassi . Il paese della memoria .S.Sebastiano dei Marsi dalle origini ai nostri giorni Ed.1997
E.Grassi. S.Sebastiano dei Marsi.Cento anni di storia in immagini.Ed.2002.